Menù d'Inverno (21 dicembre) |
|
|
|
|
Ad esempio, non potrò mai dimenticare quell’unica volta che sono andato circa 20 anni fa, a Polizzi Generosa, bellissimo paesino in provincia di Palermo, per andare a trovare Totò, un mio ex commilitone del servizio militare. Ricordo che ci tenne a farmi conoscere i suoi nonni, che erano contadini e che mi parlarono di tutte le bellezze naturalistiche del posto. Ovviamente ed inevitabilmente, si è parlato dei piatti della grande tradizione madonita e tipicamente polizzani.
Cavolfiore affogato
A cottura metà cottura, aggiungete un pugno di olive nere denocciolate, qualche pezzettino di salame a fettine, e, verso la fine della cottura, qualche acciuga salata (ovviamente pulita e diliscata). E’ ottimo anche freddo. Riso con le castagne
Rosolate nell'olio una cipolla tritata, versate un cucchiaio di estratto di pomodoro; allungate con acqua e fate bollire con olio e quattro filetti d'acciuga. Servite insaporendo con la salsetta d' acciughe. Capretto con funghi secchi
Rosolate il capretto e appena le sue carni avranno preso un bel colore d'oro brunito versatevi sopra un bicchiere di vino rosso secco e lasciate evaporare a tegame scoperto; poi regolate con sale e pepe. Accertatane la perfetta cottura, ritirate il tegame dal fuoco, lasciate riposare per qualche minuto e poi servite caldo. Dolce delle Madonie o SFUAGGHIU
Grattugiate un chilogrammo di tuma e aggiungete dieci albumi d'uova sbattuti con 600 grammi di zucchero, 25 grammi di cannella, un cucchiaio di cioccolato fondente, 50 grammi di zuccata tagliata a pezzetti; amalgamate bene il tutto e ponete da parte. La zuccata si ricava dalla zucca lunga (a tromba) una qualità ricercata era quella detta virmiciddàra, ma si potevano ottenere analoghi risultati sfruttando la buccia dell'anguria. Un tempo erano divenute famose le zuccate preparate dalle abili suore della Badia del Cancelliere, a Palermo. Disponete un chilogrammo di farina a conca, aggiungetevi 350 grammi di sugna e impastate bene con le mani, unitevi 350 grammi di zucchero e dieci tuorli d'uova. Quando è pronto cospargetevi 50 grammi di zucchero a velo e lasciate raffreddare per un giorno intero.
|
I più letti
- Menù della vigilia di Natale (24 dicembre)
- Menù di San Martino (11 novembre)
- Il menù di Natale (25 dicembre)
- Il menù dell'unità d'Italia (1860-1922)
- Menù di Ferragosto sull'Etna
- Il menù di Carnevale dell'Alcantara
- Menù di Santa Lucia (13 dicembre)
- Sagra del Suino nero e del fungo porcino dei Nebrodi (novembre)
- Il menù Borbonico (1719-1860)
- Il menù di Sant'Antonio (17 gennaio)






Dividere un bel cavolfiore in tanti pezzi.
In dialetto detto “risu chi pastigghi” e tipico delle Madonie: mangiato solo una indimenticabile volta.
Tagliate a pezzi un capretto di due chilogrammi; lavate quindi ogni pezzo e asciugate.
Un buonissimo e bellissimo dolce a base di tuma (formaggio fresco di pochi giorni) e zucche!.