Il menù di Sant'Antonio (17 gennaio) |
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Antonio visse in Egitto fra il 251 ed il 17 gennaio 356 ed è considerato il protettore degli animali e specificatamente del maiale: una leggenda racconta che guarì un porcellino zoppo. Da bambino ricordo che la festa veniva celebrata nella chiesa della Matrice a Francavilla di Sicilia (ME) e l’organizzatore don Tanu (Gaetano) “manuncula” provvedeva all’approvvigionamento dei “panuzzi” piccolissime pagnotte di pane senza sale, che ognuno di noi piccoli si contendeva e faceva in modo di ottenerne più di uno (fame atavica e/o competizione innata). E poi tutti di corsa nella discesa fino al paese per andare a casa ad esibire il trofeo conquistato. Mia nonna era devotissima al santo e mi accoglieva vestita in abito monacale e cioè una veste di colore marroncino con una cintura fatta di cordoncino bianco e mi abbracciava fortemente regalandomi anche cento lire per i panuzzi che avevo portato! E poi tutti a tavola! Un saluto da Enzo Raneri Ecco ad esempio un tipico menù di questa festa: ed ecco le relative ricette. Carciofi fritti
Tagliate ogni carciofo in verticale ottenendo due pezzi uguali e friggete in olio caldo, da crudi! Girateli delicatamente e cuocete fino a quando le foglie esterne si aprono e vengono molto croccanti. Salateli solo ed esclusivamente a fine cottura. Riso e fagioli cu finocchiu rizzu
In una casseruola, tagliate sottilmente una bella cipolla e mettetela ad appassire in poca acqua e olio. Quando è quasi trasparente, aggiungete altra acqua ed i fagioli ed aggiustate di sale. Quindi aggiungete il mezzo kg di riso e portate a cottura. Frittuli e carcagnola di maiale
Appena saranno morbidi sgocciolateli e tagliateli a piccoli tocchetti. Adagiateli in un piatto da portata, condite con il succo di limone, olio, sale e pepe; cospargete con il prezzemolo tritato e servite in tavola. Frittelle di zucca
Tagliate a pezzetti 500 grammi di zucca gialla e mettetela in una pentola con 4 cucchiai d'acqua e la scorza di un limone a pezzetti. Aggiungete 100 grammi di zucchero ed un poco di sale e lasciate raffreddare. Mescolare bene.
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Sbattete con forza i carciofi su un piano e girare per aprirli bene.
In una pentola, bollite un kg di fagioli borlotti (secchi, ma precedentemente ammollati per una notte), aromatizzando l’acqua con una foglia di alloro ed un bel mazzo di finocchietto selvatico fresco.
mettete in una grossa pentola (coddara) piena di acqua fredda i piedini del maiale, il muso, la testa, le cotenne e qualche orecchio di maiale, con alcune foglie di alloro e con abbondante scorza di limone e portatela ad ebollizione.
Queste sfizioze frittelle sono di origine ebraica sefradita.