Festa dei Giudei a San Fratello (Pasqua)

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Una veduta di San Fratello (ME)Le Origini storiche della attuale cittadina di San Fratello si perdono nella storia, ci sono fonti poco precise che collocano la importante cittadina greca Apollonia sul Monte San Fratello un altopiano alto 890 metri sul livello del mare.

Questo monte offriva una posizione strategica non indifferente dato che da esso e possibile una visuale nitida da Capo D'Orlando sino a Cefalù, località poste a 70 km distanza, e offrendo anche una visuale sulle Isole Eolie.

L’Acropoli che si trovava sul Monte Vecchio o Monte San Fratello e risalente al XIII secolo a.C., è stato, probabilmente, il primo vero nucleo abitato da cui discende San Fratello.

Questa città, presumibilmente fondata dai greci, possedeva templi e costruzioni bellissime e di grande architettura, si estendeva sul Monte con un diametro di circa 1 Km.

Successivamente molti documenti romani collocano nel Monte San Fratello l'importante città di Alunzium, la quale fu distrutta durante l'invasione araba.

La nascita del primo borgo intorno alla Roccaforte viene stabilità intorno al 900 d.C., sembra con il nome di Demena (o Demenna).

Il centro fu edificato da una colonia di Longobardi, unitasi ai Normanni venuti con il conte Ruggero alla conquista della Sicilia. Il nome originale del paese è San Frareau (San Filadelfio) tradotto poi erroneamente in San Fratello, a causa dell'assonanza tra Fraeau (Filadelfio) e Frea (Fratello).

Cartello di ben venuto a San Fratello

Dopo circa 800 anni, la tradizionale parlata Sanfratellana, denominata "gallo-italico”, seppure originariamente diffusa anche in altri centri dell’isola (quali Novara di Sicilia, Fondachelli Fantina Nicosia, Sperlinga, Aidone, Piazza Armerina, Randazzo e Caltagirone) è rimasta l’unica a mantenersi nella sua integrità fra la popolazione locale: essa si distingue da tutti gli altri dialetti siciliani, perché costituisce una lingua a parte, e non un dialetto, così come accade per la lingua albanese parlata a Piana degli Albanesi.

Bandiera Italiana Stemma di San Fratello
acqua eua
bello beu
bicchiere att
cielo zzieu
chiodo cià
pettine piecciu
capelli cavai
presto manau
qui zzea
occhio uogg
cavalli cavei
fazzoletto m-caraur
coltello cutieu
nipote (maschio) niev
nipote (femmina) nezza
fuoco dusg
gomitolo dum-scieu
valle veu
cane chien
fede
abortire az-rter
casa chiasa
chiesa criesgia
pace pesg
noce nausg

L'odierno paese trae il nome dai tre Santi fratelli, Alfio, Cirino e Filadelfio, martirizzati, sotto l'imperatore Valerio, dal governatore Leptile nel 312 d.C., cui è dedicato l'omonima chiesa e convento del secolo XII.

La storia più recente di San Fratello è segnata da due frane, che danneggiarono pesantemente l’abitato: quella del 1754 e quella de 1922, che distrussero quasi tutto il centro, che fu ricostruito sulla vicina costa, dove, già da qualche decennio, era stato costruito un Castello “vedetta”, e da qualche anno si era formata una piccola frazione, denominata “la marina: dell'antico centro storico rimane pochissimo.

Panorama di San Fratello nel 1890

Anno 1890

Panorama di San Fratello nel 2000

Anno 2000

Purtroppo la popolazione che aveva perso tutto, non aveva altra scelta, ma tanti rimasero e ricostruirono il paese.

Intanto vennero assegnati alloggi popolari sulla costa e nel giro di pochi anni la frazione crebbe a tal punto da rivendicare il comune e le opere delle chiese del centro montano. Ma intorno alla Rocca, ancora c’erano circa 7.000 residenti, che non avevano intenzione di perdere il possesso del paese; così dopo qualche anno di attesa, arriva nel 1969 il titolo di comune a se stante per l’ormai ex frazione, che invece prenderà il nome di Acquedolci.

La settimana pasquale di San Fratello è caratterizzata da una manifestazione folkloristica "pagana" di gruppi di persone che scorazzano per il borgo, suonando trombe ed indossando un costume carnevalesco detto appunto da "Giudeo".
Una maschera da Giudeo per la processione di San FratelloIn accordo con la tradizione antisemita, il nome dei "Giudei", ovvero il popolo accusato per secoli di "deicidio", viene trasposto ad una sorta di demoni allegri e chiassosi, quanto il loro coloratissimo costume e la musica dei loro ottoni.
Ignari dell'origine del termine, si esibiscono in una costosissima uniforme di foggia ottocentesca di colore giallo e rosso, ricamata di perline, con elmo e spalline dorate. Il volto è coperto da cappuccio caratterizzato da una lunga lingua di stoffa con una croce ricamata sulla punta, in riferimento al carattere menzognero diabolico.

I "Giudei" tra il mercoledì e il venerdì prima di Pasqua, si producono in processioni e scorribande, cantando e suonando strumenti musicali per le strade del paese, nonché frequentando bar, osterie e case facendosi offrire dolciumi e vino, quale segno di buon auspicio: tale forma di trasgressione al carattere sacro ed austero della settimana, incarna il rito dionisiaco del “male” da cui ci si potrà liberare con la pasqua.

Non posso esimermi dal riportare le due informazioni seguenti:

• San Fratello è il paese di origine della famiglia Craxi: Benedetto Craxi, professore sanfratellano di lettere poi trasferitosi a Messina ed ivi morto sotto le macerie del terremoto, fu il padre di Vittorio Craxi, avvocato socialista e vice-prefetto di Milano dopo la Liberazione dai nazifascisti.
Vittorio Craxi, a sua volta, fu il padre di Bettino Craxi e nonno di Bobo Craxi.

• È anche il paese di origine della famiglia Pacino: Alfio Pacino, padre di Salvatore Pacino e nonno del celebre attore Al Pacino,era di San Fratello; fu Salvatore Pacino ad abbandonare il paese e ad emigrare in America.

Il carattere prettamente agricolo e zootecnico dell’economia sanfratellana odierna, caratterizza un tipo di alimentazione fortemente legata alla tradizione ed alla semplicità.

Un menù sanfratellano potrebbe essere il seguente:

Verdure selvatiche con salsiccia e aglio
Penne asparagi selvatici e ricotta
Agnello al forno
Passavoulant (biscotti di mandorle)


Verdure selvatiche con salsiccia e aglio

Verdure selvatiche con salsiccia e aglioLessate le verdure selvatiche (cavolicelli, finocchietto, ecc.) lasciandole non troppo cotte ed alla fine scolatele.

Fate imbiondire due spicchi d’aglio in un tegame un paio di cucchiai di olio, aggiungendo qualche pezzo di peperoncino rosso e dopo, qualche minuto, alcuni pezzi di salsiccia tagliata a tocchetti.

Sfumate quindi con vino bianco e fate cuocere.

Unite infine le verdure cotte e scolate e saltate in padella per qualche minuto.


Penne asparagi selvatici e ricotta

Penne asparagi selvatici e ricottaPulite e nettate gli asparagi e quindi sbollentateli e scolateli bene.

Soffriggete gli asparagi, nettati e scolati, con uno spicchio d'aglio; aggiungete la ricotta fresca ed amalgamate il tutto.

Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela nella padella del condimento.

Alla fine aggiungete abbondante ricotta stagionata grattugiata e un pizzico di pepe nero, amalgamate bene e servire.


Agnello al forno

Agnello al fornoTagliate a pezzi 2kg di agnello, che comprenda un cosciotto.

Lavate i pezzi e lasciateli immersi per 2 ore in una marinata preparata con 1 bicchiere di olio d'oliva,
2 bicchieri di vino rosso secco,
2 cipolle steccate con 2 chiodi di garofano,
2 coste di sedano,
2 carote affettate, poco sale, qualche chicco di pepe nero e 2 o 3 rametti di rosmarino.

Al momento della cottura, scolate i pezzi di agnello e disponeteli in una teglia con 2 cipolle affettate, rametti di rosmarino, sale, pepe ed un mestolo della marinata filtrata.


Passavoulant (chiamate "le bianche" e "le nere")

Passavoulant (biscotti di mandorle - chiamati "le bianche" e "le nere")Questi dolci vengono dalla cultura araba e anticamente venivano serviti in casa ai parenti durante la festa di fidanzamento, compito questo che spettava al barbiere di fiducia della famiglia passavulanti.

Tostate 300 grammi di mandorle già pelate e poi tritatele finemente.

Miscelate 500 g di farina, 500 g di zucchero, 1 bustina cannella, 2 bustine vanillina, , 1 pizzico di bicarbonato.
Alla fine aggiungete le mandorle tritate. Quindi, amalgamate, mischiando il tutto con un po di latte tiepido ed un bicchierino di malvasia, fino ad ottenere un impasto abbastanza solido.

Formate i biscotti con l’impasto e disponeteli in una teglia infarinata.

Infornate a circa 180°C per circa 30 minuti.

Nel frattempo, preparate una glassa al limone, miscelando gli albumi d’uovo, zucchero e succo di limone e, riscaldando a fuoco bassissimo, portate a solidificazione.

Quindi, immergete nella glassa metà dei biscotti.

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