Il menù Bizantino dei monti Nebrodi (555-1043)

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Con il tramonto dell'impero romano e dopo le invasioni barbariche dei Visigoti, Goti, ecc. il meridione d’Italia compresa la Sicilia, subì un disfacimento sociale, in totale preda di bande armate: scarse colture e scarse modalità di coltivazione determinarono una semplificazione della gastronomia siciliana, almeno fino al periodo della dominazione bizantina e cioè dal V al IX secolo.

Infatti, grazie anche ai monaci ortodossi, i quali, in fuga da Bisanzio per via della sua islamizzazione, giunsero anche in Sicilia, furono introdotte nuove tecniche agricole, che però non riuscirono a migliorare di molto le condizioni economico sociali, a causa delle enormi tasse imposte dai dominatori bizantini.

Nel territorio comunale di Francavilla di Sicilia (ME), sulla Rocca Badia, sono ancora visibili i resti di un monastero sorto nella Valle Alcantara, di cui maggiori informazioni potete ritrovare nel “Menù di San Cremete” di questa rubrica e che, peraltro (ma centra poco), potrete rivedere in un’analoga inquadratura nel film “Il Padrino – parte 3° subito dopo il momento in cui il nipote del padrino (l’attore Andy Garcia) promette vendetta alla zia (l’attrice Talia Shire) in caso di uccisione di suo zio il padrino (l’attore Al Pacino).

Ai bizantini si deve la valorizzazione dell’uso dei prodotti della terra, delle verdure e delle carni conservate. Ecco un tipico menù costituito da pietanze dei Monti Nebrodi di radice bizantina.

Un saluto da Enzo Raneri


E adesso presentiamo il menù bizantino dei monti Nebrodi.

• Simulata o arriminata
• Suffrittu
• Cipuddata
• Biscotti al miele


Simulata o arriminata

Piatto poverissimo, reso qualche volta più ricco se il liquido di cottura è costituito anziché d’acqua, da brodo di verdure.

Semolino con verdure alle erbe aromaticheIngredienti:
- Semolino,
- Acqua,
- Verdure selvatiche
(finocchietti, cavolicelli, tarassaco, ecc.),
- Sale,
- Olio,
- pepe.

Dopo averle nettate dalle parte più dure, cuocere le verdure in abbondante acqua in una pentola incoperchiata.

Alla fine, versare il semolino lentamente e poco alla volta, mescolando sempre per evitare che si formino grumi e portare ancora ad ebollizione.
Dopo circa 8-10 minuti è pronta.
Si condisce con olio crudo e pepe. Se ne rimane, fredda, può essere tagliata a fettine, che poi possono essere fritte con uova.


Suffrittu (soffritto)

Spesso il signorotto della zona concedeva al suo contadino le interiore degli animali di cui si cibava e questo e trasformava in un piatto gustosissimo.

Ingredienti:
Soffritto -- foto: Vincenzo Raneri- Frattaglie di vitello e/o di maiale (cuore, rognone, polmone, trachea),
- Aglio,
- Alloro,
- Rosmarino,
- Vino rosso,
- Sale,
- pepe.

Le frattaglie devono essere ben lavate e tagliate a pezzettini.

Quindi vanno rosolate a lungo in tegame con olio, sale, pepe, aglio, qualche foglia di alloro e di rosmarino.
Quindi si aggiunge vino rosso, facendolo evaporare, per servire caldo.
Prima di aggiungere il vino rosso, si possono aggiunge anche pezzettini di pane raffermo.


Cipuddata (cipollata)

Si tratta di un piatto diffuso in tutto il meridione, ma solo nel Parco dei Nebrodi viene preparato con tutte le erbette che ne fanno un piatto profumato.

Ingredienti:
La Cipollata -- foto: Vincenzo Raneri- Olio extravergine di oliva,
- Cipolle di vario tipo,
- Aglio,
- Salvia,
- Rosmarino,
- Origano,
- Sale,
- Pepe.

Dopo avere lavate, tagliare le cipolle a grosse mezze fette, aggiungendo diversi spicchi di aglio sbucciato, foglioline di salvia, di rosmarino tritate e di origano, tutti preferibilmente freschi, e condire con olio, sale e pepe.

(nella foto ho messo anche dei pezzetti di peperoncino, n.d.r.)

Soffriggere e badare bene che di evitare un eccesso dell’acqua emessa dalla cipolla, togliendola con il cucchiaio.
Servire caldo o freddo, anche insieme ad altre verdure soffritte.


Biscotti al miele

Ingredienti:
Biscotti al miele o ''Mustazzoli'' -- foto:  Vincenzo Raneri- Farina,
- Zucchero,
- Miele,
- Lievito,
- Uova,
- Mandorle,
- Limone,
- Cannella,
- Noce moscata,
- Chiodi di garofano.

Impastare un kg di farina e 500 gr di miele, un uovo, un cucchiaino di cannella in polvere, mezzo cucchiaino di noce moscata tritata, un mezzo cucchiaino di chiodi di garofano tritati, un pizzico di sale.

Se l'impasto e' duro aggiungere ancora miele se e' molle aggiungere farina.

Ottenuto l’impasto, lavoratelo in forma di cilindri, schiacciateli fino ad una altezza di 2 cm circa.

Mettete in teglia su carta da forno e infornate a 180 °C per 15 minuti circa.

Sfornate quando saranno ben dorati e tagliate a tozzetti come nella foto.

Appena sfornati sono un po' duretti poi nei giorni seguenti si ammorbidiscono di piu'.

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